Acquedotto Civico

L’acquedotto civico è il più antico tra quelli di Genova e, fino all’arrivo dell’acqua Nicolay nel 1853, fu anche l’unico ad approvvigionare la città. La sua acqua, proveniente direttamente dal torrente Bisagno, non era sottoposta ad alcun trattamento di potabilizzazione. Nel1917 fu dichiarata non potabile e destinata esclusivamente all’alimentazione di trogoli e fontane decorative.

Negli anni ’50, l’Azienda Municipalizzata Gas e Acqua realizzò un primo tentativo di trattamento delle acque dell’acquedotto civico, costruendo un impianto pilota a Molassana, in località Mogiocco, in prossimità delle vasche di carico del sifone del Geirato. Sebbene l’impianto sia rimasto in funzione solo per pochi anni, i risultati positivi ottenuti mostrarono la possibilità di rendere nuovamente utilizzabile la risorsa idrica del Bisagno.

Con la realizzazione dell’acquedotto del Brugneto, questa soluzione trovò concreta applicazione: presso il nuovo impianto di filtrazione di Prato, alla linea principale dedicata alla potabilizzazione delle acque del lago del Brugneto (linea Panelli), fu affiancata una linea secondaria, la linea S.A.T.A., dedicata al trattamento dell’acqua dell’acquedotto civico.