Acquedotto De Ferrari Galliera

La Società Anonima Acquedotto De Ferrari-Galliera fu fondata nel 1880 con l’obiettivo di fornire acqua potabile alla città di Genova, il cui fabbisogno idrico era soddisfatto solo al 60%.

L’impianto principale captava le acque del torrente Gorzente, situato nel Comune di Bosio, sul versante settentrionale dell’Appennino, e le convogliava a Genova tramite una tubazione lunga 35 km, con una portata di 600 litri al secondo. La tubazione attraversava l’Appennino attraverso una galleria appositamente realizzata.

Il progetto fu ideato dall’ingegner Niccolò Bruno, che ne diresse anche la costruzione. Per consentire la captazione, la società realizzò tre sbarramenti che formarono i laghi del Gorzente: a partire dal 1883 furono costruiti il lago Lavezze, poi rinominato lago Bruno, il lago Lungo e, nel 1914, il lago Badana. A valle, verso Casaleggio Boiro, furono inoltre creati due invasi, i laghi della Lavagnina, per garantire l’approvvigionamento idrico agli abitanti della zona.

Negli anni successivi, la società ampliò le proprie infrastrutture costruendo numerosi altri impianti.

L’Acquedotto De Ferrari-Galliera diversificò la propria attività nel settore elettrico, sfruttando i dislivelli percorsi dall’acqua per la produzione di energia. A partire dal 1890, le acque dei laghi del Gorzente alimentarono così la prima centrale idroelettrica italiana, nonché la prima centrale al mondo a produrre energia a corrente continua destinata a uso industriale.

La sezione comprende, tra le foto provenienti dagli archivi dell’Acquedotto De Ferrari Galliera, alcune immagini conservate in quattro album fotografici, riprodotti in diversi esemplari, intitolati “L’Acquedotto De Ferrari Galliera e le sue opere”.

Gli album sono datati rispettivamente 1923, 1924-1929, 1930-1932 e 1933-1938. Le stampe fotografiche, applicate su pagine di cartoncino e, in alcuni casi, separate da fogli di carta velina, riportano didascalie originali che ne indicano il soggetto e il contesto.

Per preservare l’autenticità e permettere la lettura delle diciture originali, le immagini sono state pubblicate senza essere ritagliate o isolate dallo sfondo.

Le fotografie contenute nei quattro album sono catalogate con i numeri da 3048 a 3121.